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lunedì 21 luglio 2008

Illusioni Ottiche


Tra le tante cose che hanno cercato di insegnarmi invano nella mia vita c'è stata l'"Educazione artistica".

La Prof insiemea ad altri mie compagni restava per ore estasiata nel commentare "fasci di luce e linee che si intrecciavano", "simmetrie di linee"," geometrie delle figure" e "abbracci dei colori".
Io purtroppo non solo non capivo ma non riuscivo neanche a vedere quello di cui si parlava.
Eppure i quadri, cosi come i grafici, mi piacciono! (certo in salotto preferirei un Van Gogh a una gigantografia dell'S&Pmib: immaginate mia moglie nel momento in cui le faccio il regalo).
Il problema, così come ho scoperto dopo "cannando alcuni test psicoattitudinali" era la mia intelligenza visiva, cioè la mia capacità di elaborare informazioni visive.

Se prendo lo stesso grafico e lo restringo o lo allargo in decine di modi diversi il mio cervello vede decine di cose diverse: come dire che le strategie di entrata-uscita dalle posizioni potrebbero dipendere da una variabile controllabile: il mio mouse.
Allora sono arrivato alla conclusione che essendo la realtà un fenomeno complesso, cercare di interpretarla con uno strumento (per me) soggettivo, era veramente arduo.

Così ho deciso di rischiare di perdere molti degli affezionati lettori di questo Blog affermando che l'analisi grafica va presa con le pinze, in quanto soggetta appunto ad illusioni ottiche (tranne che per la mia Prof di Educazione artistica) e che, quanto meno, per interpretare la realtà dei mercati ho bisogno di aggiungere altri strumenti non visivi al mio bagaglio di attrezzi di lavoro.

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